Come funziona e a chi è utile la strategia di smart bidding che ha come obiettivo massimizzare le conversioni al costo per acquisizione (CPA) impostato.

Il secondo degli approfondimenti dedicati alle strategie di Smart Bidding si occupa del CPA target, una strategia che imposta le offerte con l’obiettivo di generare il maggior numero delle conversioni possibile al CPA (costo per acquisizione) da noi impostato. Vediamo nel dettaglio come funziona e quali sono i principali pro e contro.

A titolo di promemoria, ricordiamo che a seconda degli obiettivi della campagna, si possono implementare diverse strategie di offerta automatica:

  1. Massimizza le conversioni: imposta automaticamente le offerte per ottenere il maggior numero di conversioni possibile entro i limiti di spesa del budget.
  2. CPA Target: imposta automaticamente le offerte per generare il maggior numero di conversioni possibile, ma al costo per acquisizione (CPA) impostato.
  3. ROAS Target: imposta automaticamente le offerte per ottenere il massimo valore possibile dalle conversioni, in base al ROAS impostato.
  4. CPC ottimizzato (CPCO): regola automaticamente le offerte per i clic con maggiore o minore probabilità di generare conversioni. A differenza del CPA target, il CPCO è vincolato al costo per click massimo impostato.
  5. Quota impressioni Target (nuova): imposta automaticamente le offerte per aumentare le probabilità che gli annunci vengano pubblicati nell’area della pagina di ricerca selezionata.

Strategia CPA Target: come funziona

Il CPA è la metrica che indica quanto paga in media il cliente per ottenere una conversione da parte degli utenti. Per mantenere un controllo sui costi o se si hanno budget a disposizione limitati, è possibile (e molto utile) fissare un CPA massimo per ogni conversione.

La strategia smart bidding CPA target utilizza un sistema avanzato di machine learning per ottimizzare le offerte in base al CPA massimo che abbiamo impostato. Le ottimizzazioni si basano sui dati storici della campagna e sugli indicatori contestuali (es. dispositivo utilizzato, posizione fisica, browser, liste di remarketing, etc.) al momento dell’asta; queste valutazioni individuano automaticamente l’offerta CPC ottimale per il tuo annuncio. A questo punto Google Ads imposta automaticamente le offerte con l’obiettivo di raggiungere un CPA medio equivalente al nostro target per tutte le campagne che utilizzano questa strategia.

Se scegliamo, ad esempio, un CPA target di €10, Google Ads imposterà automaticamente le offerte CPC per cercare di generare il maggior numero di conversioni possibile al costo medio di €10.

Per migliorare i risultati di ogni asta dell’annuncio, questa strategia regola le offerte avvalendosi di indicatori in tempo reale come il dispositivo, il browser, la località, l’ora del giorno, l’elenco per il remarketing e altri ancora.

Impostare il CPA target

Se la campagna dispone di dati storici sulle conversioni, Google Ads consiglia un CPA target calcolato sul rendimento effettivo del CPA nelle settimane precedenti. Quando creiamo una nuova campagna, quindi, il CPA target consigliato si basa sui dati storici relativi alle conversioni del nostro account. Si può scegliere se utilizzare il CPA target suggerito oppure impostarne un nuovo. Due precisazioni importanti:

  1. Il CPA impostato può influire sul numero di conversioni ottenute. Un importo target troppo basso, ad esempio, potrebbe causare una diminuzione di clic di utenti propensi all’azione e ridurre quindi il totale delle conversioni.
  2. Alcune conversioni possono costare più dell’importo target e altre meno, ma in generale Google Ads tenterà di far corrispondere il costo per conversione al CPA target impostato. Queste oscillazioni avvengono perché il CPA effettivo dipende da fattori al di fuori del controllo di Google, ad esempio modifiche del sito e degli annunci o aumento della concorrenza nelle aste. Inoltre, il tasso di conversione effettivo può rivelarsi inferiore o superiore al tasso di conversione previsto.

Best practice per ottenere il massimo dalla strategia

  • Questa strategia è consigliata se hai ottenuto almeno 30 conversioni negli ultimi 30 giorni. Questo consente a Google di analizzare più dati per le ottimizzazioni.
  • Perché la strategia risulti efficace, l’ideale è testarla con le campagne che hanno ottenuto le performance migliori in termini di azioni di conversione. Più significativi sono i dati storici a disposizione, più efficaci saranno le ottimizzazioni.
  • Si consiglia di testare questa strategia per almeno 30 giorni perché produca dei risultati significativi.
  • Se si hanno in piano modifiche importanti sul sito o sulle landing page, questi potrebbero compromettere il numero delle conversioni e influenzare i risultati della strategia.
  • Si consiglia di impostare CPA target differenti a livello di AdGroup e di modificare successivamente i valori.

Limiti della strategia

Il CPA target è l’obiettivo di costo per azione a cui tende la tua campagna.
Soprattutto nelle prime settimane il CPA effettivo può rivelarsi più alto rispetto al CPA target.

Come tutte le strategie di offerta automatizzate, infine, anche questa limita il controllo e il margine di intervento sulla campagna stessa, ecco perché il consiglio è sempre di non approcciare lo smart bidding con leggerezza, come una semplice scorciatoia, ma di testarlo solo dopo aver studiato a fondo i meccanismi di funzionamento alla luce degli obiettivi che si intende raggiungere.

vantaggi, limiti, finalità della strategia smart bidding target cpa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Amplifica la Performance,
Semplifica la Gestione

Scopri i prossimi rilasci della piattaforma che renderanno ancora più semplice la gestione di campagne Google Ads ad alto rendimento. Seguici sui social per rimanere sempre aggiornato.