Scopri quali sono i 5 errori più comuni e rischiosi in una campagna AdWords e come correggerli

 

Abbiamo visto come buone pratiche ormai collaudate ci aiutino a scrivere annunci sempre più efficaci e a creare banner accattivanti, capaci di migliorare significativamente i risultati di una campagna, sia in termini di click che di conversioni.

Il successo di una campagna dipende però, lo sappiamo, da un insieme complesso di fattori: piccole disattenzioni possono compromettere i risultati finali e farci perdere il budget investito. Partiamo proprio da qui allora, dai 5 errori più comuni in una campagna AdWords e dagli interventi per correggerli o, ancora meglio, per evitarli.

Errore # 1. Lanciare una campagna senza avere una strategia

Aver definito una strategia prima del lancio di una campagna, significa fondamentalmente avere una risposta a ciascuna di queste poche, ma cruciali domande:

definire una strategia per una campagna adwords

Le risposte a queste domande sono fondamentali per impostare la tua campagna, targettizzare al meglio i tuoi annunci e misurare i risultati finali sulla base delle previsioni di partenza.

Errore #2. Keyword, scegliere la corrispondenza sbagliata

Sappiamo che nell’impostare una campagna possiamo distinguere le keyword sulla base della corrispondenza:

Che cosa significa corrispondenza delle keyword

Ciascun tipo di corrispondenza ha un impatto diverso sui risultati della campagna e va quindi inserito, ragionando sugli obiettivi della campagna, sul ROI atteso e in considerazione dell’industry e del mercato di riferimento.

Best practice: testa, monitora e intervieni

Fai dei test e aggiusta il tiro in corso d’opera, monitorando costantemente la tua campagna. Adplify è un tool utile a semplificare e velocizzare il monitoraggio della campagna restituendo in modo intuitivo e integrato i principali insights. Un approccio suggerito è quello di inserire inizialmente keyword a corrispondenza esatta, se il numero di impressions resta basso, si possono aggiungere via via keyword a corrispondenza frase e a corrispondenza generica.

Errore #3. Non avere una landing page dedicata

Abbiamo visto quali sono le caratteristiche di una landing page che converte, ma occorre fare un passo indietro. Molte aziende, soprattutto se alle prese con le prime campagne, preferiscono non investire risorse per la creazione di una landing page e far atterrare l’utente direttamente sul sito. Ecco, la mancanza di una landing page dedicata e ottimizzata è una delle principali cause di fallimento di una campagna.

Una landing page è più semplice e intuitiva del sito ufficiale, contiene un unico messaggio/call to action e proprio per questo guida l’utente a compiere l’azione di conversione per la quale è stata lanciata una campagna.

Best Practice: controlla sempre lo status della landing page

Non è solo importante prevedere una landing page e progettarla in modo efficace, è altrettanto importante essere sicuri che non si verifichino errori o anomalie nel periodo di durata della campagna. L’utente che atterra su una pagina momentaneamente non visibile rappresenta non solo uno spreco di denaro, ma anche la perdita di un potenziale cliente. Un tool come Adplify consente di automatizzare il controllo delle landing page durante la campagna e di ricevere notifiche ogni volta che viene rilevato un problema e mettere in pausa la campagna fino a risoluzione avvenuta.

Errore #4. Essere in target per un brand non equivale a essere il target giusto per un gruppo di annunci

Chi sta per lanciare una campagna per promuovere un prodotto o un servizio, conosce già molto bene i suoi potenziali clienti e ne sa descrivere con precisione le caratteristiche principali, eppure spesso, nel momento in cui si deve definire l’audience di un annuncio, si tende a dimenticare che non tutti i soggetti in target per il brand sono anche i giusti destinatari di una campagna AdWords.

Best Practice: il targeting dell’audience

Grazie al targeting dell’audience e alla creazione di campagne, costruite per raggiungere pubblici differenti, i tuoi annunci verranno visualizzati da persone davvero interessate a riceverli. Il targeting dell’audience si basa su:

  • Interessi;
  • Comportamenti/intenzioni;
  • Precedenti interazioni con il brand o il prodotto/servizio.

 

Errore #5. Concentrarsi solo sul tasso di conversione

A seconda del settore, del tipo di azienda e del tipo di prodotto/servizio offerto, conversione può significare:

Quali sono tutte le azioni di conversione

A seconda del tipo di evento, la durata e la lunghezza del percorso di conversione variano moltissimo. Ecco perché non possiamo basare il risultato d una campagna solo sul numero delle conversioni.

Se la conversione è una visita al sito, è abbastanza facile misurare il risultato di una campagna, se invece, l’obiettivo è vendere un prodotto (ad esempio, un nuovo modello di smartphone), la valutazione è decisamente più complessa. È piuttosto raro  infatti che la decisione di acquisto da parte dell’utente avvenga nello stesso momento in cui visualizza l’annuncio o atterra sullo store per la prima volta.

Best practice: monitorare le metriche qualitative

Insieme al risultati di conversione della campagna, monitora e analizza alcune metriche qualitative come:

  • Qualità dell’annuncio e dei suoi elementi (titolo, descrizione, call to action);
  • Qualità del traffico sulla landing page (time on site, tasso di uscita);
  • Comportamento degli utenti sulla landing page.

 

Per ricapitolare, ecco i 5 errori più comuni tra advertiser preparati, ma ancora non troppo esperti:

campagna adwords: 5 errori comuni e come correggerli

 

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