Come costruire un report AdWords efficace: ecco le 8 metriche da scegliere

Monitorare il rendimento delle campagne significa interpretare una serie di insight che il pannello Adwords mette a disposizione, ma quando arriva il momento di presentare questi dati (al cliente oppure internamente) é importante scegliere le metriche giuste.

In questo post ti facciamo scoprire le 8 metriche più interessanti, per te e per il tuo cliente, al fine di comprendere il ritorno sulle campagne.

  1. Impression. Questa metrica indica la frequenza di pubblicazione dell’annuncio. Ogni volta che l’annuncio viene pubblicato sul network di Google, viene conteggiata una visualizzazione. Spesso è una metrica apparentemente scontata, ma rilevante per tanti clienti. L’importanza di questa metrica sta nel fatto che, attraverso le visualizzazioni, può far capire quante volte vengono pubblicati gli annunci dei clienti, e calcolare poi la percentuale di clic (CTR) che vediamo in seguito.
  2. Click. Si tratta del dato che indica i click ricevuti sull’annuncio, quindi rilevante per costruire un report AdWords efficace. Questa metrica è importante per il cliente perché gli consente di capire il rendimento e la pertinenza degli annunci con la ricerca degli utenti. Il sistema pubblica con maggiore frequenza quelli più pertinenti che hanno di conseguenza maggiori probabilità di ricevere dei click. Questi non vanno considerati come semplici portatori di traffico al sito, quanto piuttosto un dato che intercetta il tuo target.
  3. CTR. Il click through rate è una metrica fondamentale per misurare l’efficacia degli annunci e in un report non deve mai mancare. Il CTR indica la frequenza con cui gli utenti fanno click sull’annuncio dopo che è stato visualizzato, quindi è il rapporto tra i click ricevuti sull’annuncio e il numero di visualizzazioni generate. Perché è importante? Semplice: perché informa il cliente se gli annunci sono interessanti per il pubblico a cui si rivolge. Ovviamente il valore del CTR varia da business a business, quindi l’interpretazione di questo dato è molto relativa, però possiamo considerare un buon CTR quello superiore al 3%. Avere una panoramica sul CTR permette anche di progettare gli interventi da effettuare sulla campagna in ottica di miglioramento della posizione degli annunci e della definizione dell’offerta. Se il tuo cliente desidera aumentare il CTR migliore e guadagnare punti sul posizionamento degli annunci, considera l’opportunità di aumentare l’offerta.
  4. CPC. Tale metrica indica il rapporto tra il costo medio per click e il numero totale dei click ricevuti. Grazie a questo parametro il cliente sa quanto paga in media per ogni click ricevuto e può valutare se il costo è sostenibile oppure no. Si tratta di una metrica utile nella definizione delle offerte in ottica di superamento della concorrenza e per la allocazione del budget per ogni campagna.
  5. Conversioni. Sono gli obiettivi di conversione che hai deciso di tracciare ad influenzare questa metrica. Il motivo è che le conversioni indicano il completamento delle azioni che intendi monitorare. Le conversioni sono come il pane per il cliente perché gli consente di capire quante volte l’annuncio ha condotto gli utenti all’azione, a prescindere se si tratti di un acquisto oppure di una lead. Facendo un investimento in pubblicità il cliente è interessato a sapere il profitto che può ottenere misurando ogni azione di conversione.
  6. CPA. Come costruire un report AdWords realmente efficace, quindi? Ecco che ci addentriamo nella zona calda delle metriche che fanno la differenza con il cliente. Una di queste è proprio il CPA ossia costo per conversione che indica appunto quanto paga in media il cliente per ottenere una determinata azione da parte degli utenti. Tale metrica si può calcolare dividendo il costo totale per il numero delle conversioni ottenute in un determinato periodo. Se per il tuo cliente è importante avere il controllo sui costi, oppure sei tu a lavorare con dei budget limitai, è possibile fissare un costo (flessibile) massimo per ogni conversione, applicando la strategia di offerta CPA target.
  7. Tasso di conversione. Si tratta di un’indicazione circa la frequenza media con cui un click su un annuncio si traduce in una conversione. Esso si calcola dividendo le conversioni per il numero di click ricevuti. Il rapporto tra conversioni e click è importante per il cliente per capire non solo se la campagna sta intercettando un pubblico di qualità, ma anche se il suo sito offre ciò di cui il cliente ha bisogno e, dunque, un’esperienza di qualità.
  8. Costo. Questo dato indica la somma del costo per click generato in un determinato periodo di tempo. Attraverso di esso il cliente può capire quanto ha speso per la pubblicità su AdWords e insieme alle altre metriche illustrate sopra, calcolare il ROI delle campagne. Se lavori con budget ristretti oppure con budget allocati periodicamente, puoi tenere sotto controllo i costi impostando un budget giornaliero idoneo al livello di campagna, per poi definire le offerte al livello di gruppo di annunci.

Ti abbiamo spiegato come costruire un report efficace. Ricorda che presentare i dati, in un solo colpo d’occhio, grazie alla scelta delle metriche giuste, si rivela cruciale sia per il cliente che ha modo di valutare il ritorno sugli investimenti, sia per te che lo realizzi, per capire qual è lo step successivo per migliorare l’andamento della tua campagna.

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